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laguna di Venezia - naturalmenteveneto

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La laguna instabile
Le lagune sono ambienti per loro natura instabili perché evolvono nel tempo verso condizioni di mare aperto o di interramento, a seconda che prevalga l’azione marina o viceversa quella messa in atto dai fiumi con il trasporto dei sedimenti verso il mare.
La laguna di Venezia vede nell’intervento dell’uomo una variazione delle sue dinamiche naturali. Furono infatti i veneziani della Repubblica di Venezia, la Serenissima, che tra il 1400 e il 1700 circa operarono imponenti interventi di deviazione delle foci dei fiumi principali scolanti in laguna per impedire l’interramento di Venezia e mantenere a questa città la sua connotazione di isola in mezzo all’acqua, tutta protesa verso il mare per gli scambi commerciali e protetta nel contempo dalle incursioni nemiche da terra.
I lidi, stretti lembi di terra di origine naturale, che facevano da freno all’impeto marino, furono già dalla Repubblica rafforzati con pietra d’Istria e trachite euganea, sì da creare solidi muri chiamati localmente murazzi. Oggi l’approfondimento delle bocche di porto, cioè delle aperture tra i lidi, e dei connessi canali navigabili, la subsidenza, l’innalzamento marino e le forti variazioni di marea note come acqua alta, stanno contrastando gli interventi messi in atto per salvaguardare la laguna e la splendida Venezia dalla prepotenza del mare, dei quali il MOSE, il sistema a barriere mobili che dovrebbe salvare la città dall’alta marea, rappresenta l’intervento maggiore e probabilmente più impattante, ma di certo non esaustivo.


La laguna, gioiello di natura

La laguna di Venezia, secondo la normativa europea, comprende 2 SIC (Siti di Importanza Comunitaria) SIC
• IT3250030 “Laguna medio-inferiore di Venezia”
• IT3250031 “Laguna superiore di Venezia”;
la ZPS (Zona di Protezione Speciale)  IT3250046 “Laguna di Venezia”;
comprende il sito Ramsar (Convenzione di Ramsar del 1971) di Valle Averto
e due IBA (Important Bird Area secondo il progetto di BirdLife International) di Cave di Gaggio e Caroman
Tutto questo perché ospita migliaia di uccelli acquatici, sia nidificanti che svernanti, una variegata fauna ittica tipica degli ambienti salmastri, svariate specie di alghe e piante acquatiche, piante di barena dalle fioriture vivaci e moltissimi invertebrati.
Essa è stata inoltre designata dall’UNESCO (Organizzazione delle Nazioni Unite per l'Educazione, la Scienza e la Cultura) come Sito Patrimonio dell'Umanità e registrata nel 1987 nella lista del Patrimonio Naturale dell’Umanità (World Heritage List).


 
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